Nate per necessità, diventate un trend: oggi parliamo di Tiny House, il modo più minimal di vivere. Non c’è bacheca Pinterest o feed Instagram che non ne sia invaso, scopriamo oggi qualcosa di più di queste piccole abitazioni che in pochi metri quadri racchiudono tutto quello che serve e lo fanno nel modo più funzionale possibile.
Le Tiny House, mini case in italiano, sono delle vere e proprie abitazioni in miniatura. Possono essere dotate di ruote per essere trainate su strada o installate su un terreno, ma il comune denominatore è un ambiente arredato come una casa vera e propria in uno spazio ridotto.
Sia che si tratti di alloggi mobili o meno, le mini case offrono un’alternativa abitativa a basso costo senza rinunciare al comfort. Vedremo nel resto dell’articolo alcune caratteristiche principali di queste case, ma generalmente parliamo di ambienti aperti, soppalcati o meno, che racchiudono nello spazio di una stanza standard tutto ciò che serve per vivere.
A differenza dei van o dei camper, in questo caso parliamo di abitazioni con un look and feel accogliente, molto simile a quello di una casa tradizionale, impianti spesso off-grid, ma completamente funzionali, e un isolamento e abitabilità ben più confortevoli rispetto ad un mezzo mobile.
Il loro successo attuale, oltre alla maggiore accessibilità e l’aspetto eco-friendly che approfondiremo tra poco, è dovuto anche ad un vero e proprio trend, che vede questo tipo di soluzione come la risposta aesthetic e moderna alle esigenze abitative in una società che abbraccia sempre di più i concetti di minimalismo e anti-spreco.
Le Tiny House esistono da decenni, ma la nascita del fenomeno che attualmente ci riguarda può essere rintracciata intorno ai primi anni 2000 in America.
Questo tipo di case sono state un enorme aiuto all’indomani di eventi atmosferici straordinari come l’uragano Katrina, che nel 2005 ha devastato una parte degli USA. Queste Tiny House sono quindi state fondamentali in una situazione di emergenza abitativa.
A poca distanza, dopo la crisi finanziaria del 2008, la situazione immobiliare ha portato molti americani a dover scegliere uno stile di vita diverso, minimal, per far fronte alle spese economiche. Da qui una riscoperta di spazi abitativi essenziali, costruzioni prefabbricate di dimensioni ridotte capaci di tagliare i costi iniziali, ma anche quelli di manutenzione e abitazione.
Nate quindi come soluzione alternativa e di emergenza, le Tiny House sono oggi una scelta consapevole che, oltre all’aspetto economico, strizza l’occhio all’ambiente. Vivere in uno spazio ridotto e dovendo, forzatamente, abbandonare uno stile di vita consumistico aiuta a tagliare i consumi e i rifiuti. L’ottimizzazione e la necessità di auto-sostentamento della mini casa fa inoltre ricorrere a soluzioni ecologiche quali: l’utilizzo di risorse energetiche rinnovabili, preferenza di materiali compostabili e una maggiore attenzione all’utilizzo delle risorse (ad esempio l’acqua).
Eco friendly: Per le persone attente all’ambiente una Tiny House è una soluzione pienamente in accordo con lo stile di vita prescelto. Grazie all’utilizzo di materiali sostenibili, che vedremo nel dettaglio più avanti, l’utilizzo di fonti rinnovabili e la necessità di abbracciare uno stile di vita più essenziale la scelta di una mini casa è assolutamente green.
Costi: Una Tiny House costa meno di una casa normale. È più piccola, richiede minore manutenzione pur rimanendo perfettamente sicura e comoda. Anche i costi di gestione sono nettamente inferiori a quelli relativi ad una normale casa.
Flessibilità: Scegliere una mini casa mobile (che quindi può essere spostata con l’utilizzo di macchinari particolari o che presenta direttamente delle ruote) significa anche avere una maggiore flessibilità sul dove abitare. Questo non significa che sia sempre facile spostare la propria casetta, ma sicuramente permette uno stile di vita più dinamico rispetto all’acquisto di un immobile.
Non è per tutti: Non tutti possono vivere in una Tiny House. Gli spazi ristretti mettono sicuramente a dura prova lo stile di vita di una persona abituata, fino a quel punto, a confrontarsi con le metrature e gli accorgimenti di una casa tradizionale. In aggiunta a questo, molto spesso questo stile di vita non è percorribile da famiglie con figli che, per forza di cose, hanno necessità di spazi più ampi e delimitati.
Difficile da sostenere nel lungo periodo: In diretta conseguenza con il punto precedente, spesso il problema non è tanto iniziare a vivere in una mini casa, ma sostenere questa scelta nel lungo periodo. Per quanto possa risultare una sfida inizialmente, alla lunga gli spazi ristretti e forzatamente multifunzionali possono mettere alla prova anche gli spiriti più convinti.
Rivendibilità: Una questione, sicuramente meno ovvia, ma comunque da tenere in considerazione è la potenziale difficoltà di rivendere una casa simile. Questo perché essendo uno spazio portato all’essenziale molto spesso viene creato ad hoc sulla singola persona che lo abiterà, con accorgimenti che la rendono simile ad un capo sartoriale. In aggiunta a questo, nonostante il fenomeno sia assolutamente in espansione, si tratta ancora, almeno in Italia, di una scelta di nicchia.
Quando una casa si può definire una Tiny House? I punti fondamentali sono sostanzialmente 3: le caratteristiche costruttive di base, le dimensioni e i materiali. Vediamole nello specifico.
Abbiamo già dato alcuni cenni nel corso di questo articolo, ma andiamo più nel dettaglio delle qualità ecosostenibili di queste mini case:
I materiali: come visto poco fa i materiali generalmente utilizzati per la costruzione di queste abitazioni sono a basso impatto ambientale e, avendo necessità di meno materiale in generale, permettono di avere un impatto ancora minore.
L’utilizzo di risorse rinnovabili: riuscire a vivere off-grid significa massimizzare l’utilizzo delle risorse rinnovabili, prima fra tutte l’energia solare, e prestare attenzione ai propri consumi.
Minor consumo: gli spazi ridotti significano automaticamente un consumo e dispendio di energie più basso. In questo caso parliamo quindi di minore consumo di beni non necessari e richiesta di risorse. Uno spazio così piccolo sarà ad esempio molto più facile da riscaldare o raffrescare a seconda della stagione.
L’impatto della costruzione: diretta conseguenza dell’utilizzo di un certo tipo di materiali e del fatto che si tratta di una casa prefabbricata, che non ha necessità di fondamenta, l’impatto della costruzione/produzione di questo tipo di abitazione ha un’impronta molto minore sull’ambiente.
Lo stile di vita: ultimo, ma non ultimo, lo stile di vita che questo tipo di casa comporta. Non sarà infatti possibile mantenere lo stesso approccio allo spazio, alle risorse e alle attività di una normale casa. Questo significa che, volenti o nolenti, le persone che abitano delle mini case devono fare della propria vita una più essenziale e più attenta energicamente.
L’impatto che le mini case hanno sull’ambiente è stato anche oggetto di studi. Nello specifico, Maria Saxton, ricercatrice per l’università della Virginia con un PhD in Environmental Design & Planning, ha voluto andare a fondo della questione studiando l’impatto che questo tipo di abitazione ha sull’ambiente a confronto di case tradizionali. Saxton ha infatti dimostrato, in considerazione alle Tiny House esaminate e ai loro abitanti, che “l’impronta ecologica media è stata di 3,9 ettari globali (gha) [...] sostanzialmente inferiore alla precedente impronta ecologica media di 7,0 gha e alla media nazionale di 8,4 gha”. In aggiunta a questo è risultato anche che “il 100% dei partecipanti ha dimostrato un’impronta ecologica complessivamente positiva” a riprova che il downsize ad una tiny home viene effettuato da persone con già una spiccata attenzione alle tematiche ambientali.
La volontà ed esigenza di abbracciare uno stile di vita più minimal e più sostenibile è infatti parte della vita di sempre più persone che, anche per questo motivo, si stanno avvicinando alle pratiche di ecoturismo, portando questo aspetto almeno nella vacanza, se non nella vita di tutti i giorni.
Come si rapporta il nostro paese a questa tipologia di abitazione? Sebbene sia una pratica in aumento, attualmente per abitare in questo tipo di struttura in Italia la situazione va valutata comune per comune, in quanto ci sono molte differenze sul territorio nazionale.
Da dove poter posizionare la propria mini casa alle metrature consentite, ogni caso va valutato a sé.
Ci sentiamo presi in causa in prima persona, perché tutte le nostre Tiny House sparse nel nostro bellissimo territorio nascono proprio da questa filosofia: attenzione alla natura e carattere minimal ma confortevole. Ogni mini casa Friland è infatti costruita con materiali sostenibili, completamente off-grid e autosufficiente.
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